Doomscrolling


Cosa è il doomscrolling?

Fare doomscrolling significa cercare compulsivamente cattive notizie online: un'abitudine che si è accentuata con la pandemia.


PERCHÉ CERCHIAMO BRUTTE NOTIZIE. 

Il doomscrolling è una pratica tipicamente umana. Siamo curiosi, e proprio come quando passiamo accanto a un incidente stradale rallentiamo per vedere cosa è successo, così accade quando scorriamo le notizie sul telefonino: appena ci imbattiamo in un titolo a effetto o un post di Facebook confezionato ad hoc per ottenere clic (in inglese clickbait, o acchiappaclic in italiano), ci fermiamo a leggerlo.


SE FA MALE, PERCHÉ LO FACCIAMO? 

La spinta a cercare informazioni che sapremo ferirci è così irresistibile per varie ragioni. Sono tutte pienamente comprensibili, anche se non sempre facili da accettare.

  • Ad esempio il senso di sicurezza e l'illusione di controllo che ci dà il sapere le cose;

  • la sensazione di sentirsi al sicuro mentre fuori tutto va a rotoli;

  • oltre naturalmente al modo che i social media hanno di far emergere le notizie più di impatto.

  • Ma più di ogni altra cosa il doomscrolling è una forma di distrazione sempre a portata di mano: le cattive notizie abbondano, e abbiamo il cellulare sempre in tasca.

Il doomscrolling è essenzialmente una tecnica di evitamento a cui ricorriamo per gestire l'ansia.

Se una persona è vulnerabile all'ansia, questa pratica può diventare un meccanismo insalubre per farvi fronte. Vedendo che le cose vanno male altrove, per un attimo ci si distrae da un'emozione spiacevole dovuta ad un problema di lavoro, ad una preoccupazione personale o relazionale.

Il punto è che il tempo assorbito dal doomscrolling è tempo che togliamo a tutte quelle attività che potrebbero farci stare meglio: relazioni reali offiline, un hobby divertente, un lavoro soddisfacente, un allenamento all'aria aperta o semplicemente dormire. Quello che si crea è dunque un circolo vizioso di malessere.


MEGLIO SMETTERE: MA COME? 

Il primo passo per smettere, come in tutte le dipendenze, è riconoscere l'esistenza del problema. Avendo la consapevolezza di cercare ossessivamente cattive notizie online, si può decidere di fermarsi e dedicarsi ad altro.

Bisogna imporsi dei limiti. Ma non basta.

Sappiamo tutti che spesso si prendono delle decisioni e poi si viene meno all’impegno preso.

Per interrompere il doomscrolling, (come anche quello che gli inglesi chiamano envy-scrolling, cioè lo spiare le vite degli altri sui social per ricavarne soltanto una profonda insoddisfazione personale) è necessario innanzitutto riconoscere la ragione all'origine di questo comportamento compulsivo.

Che cosa c'è alla base del mio interesse per una cattiva notizia o del curarmi eccessivamente delle opinioni altrui?

Se per esempio, si fa doomscrolling per distrarsi dall'ansia lavorativa, si può cercare di nutrire quel bisogno con la soluzione più facile e vicina: per esempio parlando con un collega, imparando a delegare, rivolgendosi a un affetto familiare o a un amico, prendendosi una giornata di riposo.


Come cristiani dovremmo riflettere su come le nostre abitudini digitali stiano aiutando o ostacolando il loro cammino spirituale. 

Cosa sta facendo il doomscrolling alla tua anima?

Fare Doomscrolling è come impilare tronchi su un falò per aumentare le fiamme. 

Con ogni nuovo articolo, scopriamo nuovi collegamenti e nuovi temi che aumentano il calore e l'intensità delle fiamme. 

Il Doomscrolling trasforma anche la nostra mente rendendola capace di trovare un piacere nel dolore e nell’osservare le calamità. 

Al contrario tutto il messaggio di Gesù parla della fine del male e ci avverte che è meglio evitare di guardare alla fine del nostro prossimo ( Luca 10:25–37 ). 

Attenzione:

Il Doomscrolling trasforma il dolore del nostro prossimo nel nostro divertimento.Mentre i nostri occhi catturano immagini e titoli di odio e male, la nostra mente e il nostro cuore li interpretano e li ingeriscono. Se non stiamo attenti, la nostra anima inizia a essere modellata dall'oscurità che consumiamo.

CS Lewis ci avverte in un suo libro (il Cristianesimo così com’è):

Ogni volta che fai una scelta stai trasformando la parte centrale di te, la parte di te che sceglie, in qualcosa di un po' diverso da prima. E prendendo la tua vita nel suo insieme, con tutte le tue innumerevoli scelte, per tutta la tua vita, stai lentamente trasformando questa parte centrale in una creatura che è in armonia con Dio, e con altre creature, e con se stesso, oppure in una che è in stato di guerra e di odio con Dio, e con i suoi simili, e con se stesso. Essere il primo tipo di creatura è il paradiso porta gioia e pace e conoscenza e potenza. Essere l'altra significa follia, orrore, idiozia, rabbia, impotenza e solitudine. Ognuno di noi in ogni momento sta progredendo verso uno stato.

Trovo le parole di Gesù quanto mai attuali:

“Se il tuo occhio destro ti fa peccare, strappalo e gettalo via. Perché è meglio che tu perda una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna» ( Mt 5,29 ). 


Non è un incitamento alla mutilazione! Ma un invito a capire cosa stanno guardando i tuoi occhi ! 

Dobbiamo  prendere sul serio le nostre abitudini digitali . Se graviti verso il doomscrolling, è ora di dirigere lo sguardo verso qualcosa, o qualcuno, di meglio. 

 

Una parafrasi dell'appello del salmista nel Salmo 119,33–40 suona così:

“Dio, prendimi la testa e distogli gli occhi dal guardare cose inutili; e dammi la vita nelle tue vie, mentre contemplo il valore inestimabile della tua gloria».

Il messaggio di Gesù è meglio del doomscrolling. 

Meglio riposare in un messaggio che potenzia ed incita per il bene che in uno che ci ubriaca nella rovina e nelle tenebre.



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