Stranger things e il Vangelo


SPOILER ALERT

A causa degli esperimenti del governo, sul nostro mondo si è aperta una breccia che conduce alla dimensione del Sottosopra, e un mostro chiamato Demogorgone mette a repentaglio la vita di tutti.


Stranger Things ci mette di fronte a un’idea fantasiosa, ma lo fa solo apparentemente, perché ci propone una riflessione che si verifica spesso nella vita: come dobbiamo agire quando il mondo così come l’abbiamo conosciuto va in crisi totale?

Cosa dobbiamo fare quando le regole sembrano non valere più, tutto è sovvertito e i punti di riferimento a cui eravamo aggrappati si sfaldano, impedendoci di rimanere saldi al nostro posto?

La risposta sembra arrivare quando i ragazzi, in missione per salvare Will, incontrano Undici, una ragazza poco loquace ma dai poteri paranormali straordinari.

Sembra quasi che l’unico modo per salvarci da una situazione eccezionale sia avere poteri eccezionali. E invece no, nella vita vera le cose non sono così semplici.

Il Demogorgone è la disumanizzazione: ciò che Gesù chiama peccato, cioè l’approfittarsi degli altri, il relativismo morale e l’incapacità di considerare l’essere umano come un fine in sé perché il suo unico scopo è trovare una via verso il mondo del “non sottosopra” e divorare tutto.


Il Vangelo mostra che l’unico modo per contrastare i mostri provenienti dal Sottosopra è quello di riaffermare la dignità dell’individuo e la sua inevitabile relazione con gli altri ripristinando in questo modo la relazione con Dio:


“Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi”.


Da un lato il Vangelo afferma la libertà e l’autonomia dell’individuo, che deve trovare dentro di sé il valore della propria esistenza imparando a rispettare la propria unicità senza cadere nel limite del conformismo e della perdita della propria identità.

Dall’altro ci ricorda che questo può avvenire solo con la cooperazione con gli altri, e che al di fuori di questa cooperazione l’individuo rischia di perdersi nel Sottosopra di diventare lui stesso una emanazione del Demogorgone, del male!

Ecco come l’apostolo Paolo ci spiega questa verità:

“Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri.”

Occhio al morso!

L’essere umano quindi, che possiede capacità che non si ritrovano nelle altre specie, deve mostrare “Compassione”, il sentimento che Gesù ha espresso più volte nei racconti evangelici. Per compassione non si intende il sentimento di pietà nei confronti di chi soffre, ma più letteralmente la capacità di «provare insieme un sentire» o meglio «condividere un sentimento».

L’individuo è fragile e ha bisogno dell’altro per vivere.

Il peccato è l’uso utilitaristico dell’altro per fini personali che portano anche a calpestare l’altro.

In “Stringer Things” il potere più grande del gruppo di amici contro il Demogorgone non sta nelle doti di Undici, ma nella capacità di proteggersi gli uni con gli altri nel patto dell’amicizia.

Solo in quella dimensione i ragazzi possono non temere le proprie paure poiché riescono a confessarle gli uni agli altri.

Cosa c’è di più spaventoso del non poter comunicare a nessuno le proprie paure? Costretti a doversi tenere dentro di sé i sentimenti più profondi che ribollono dentro ci sentiamo costretti a dimenticare ciò che siamo veramente… e quando siamo soli con le nostre paure l’unica soluzione è nasconderle finendo poi per nascondere quello che siamo davvero.

Allora la vera forza del Demogorgone (del peccato) è la nostra incapacità di comunicare quello che sentiamo!

Gesù viene e propone una nuova relazione con Dio e fra gli esseri umani non basata sul controllo, sul senso di colpa. Ecco perché tutto questo mi ricorda moltissimo Gesù che ci ha chiamato “Amici”.

È Lui che ci accoglie per quello che siamo, con i nostri limiti e le nostre paure, per portarci in una dimensione di comunione e comunità dove soli non siamo più.

Perché quando le persone, all’interno di quel vincolo dii amicizia e comunità, si sentono sufficientemente libere da potersi mostrare per quello che sono allora riescono a proteggersi di fronte all’imprevisto, per quanto insormontabile.

Gli esseri umani sono sempre alla ricerca di un miracolo o di un superpoteri.

Nella serie, il vero superpotere di Undici è quello di comprendere il proprio valore grazie al vincolo di amicizia stretto con Mike, Lucas, Dustin e Will, senza il quale lei sarebbe rimasta la ragazza paranormale di cui tutti hanno paura.

Allo stesso modo il miracolo in se rischia di essere frainteso se non vissuto nella sfera della relazione autentica con Dio e con gli uomini, rischia di essere inteso come il bene da ottenere.

Ma solo nella cooperazione con gli altri che possiamo trovare la nostra dignità di individui, solo all’interno di quel vincolo riusciamo a superare reciprocamente le nostre debolezze e solo all’interno della comunità riusciamo a sopravvivere anche di fronte alle crisi più impensabili, quando tutto quello che conosciamo viene rovesciato nel Sottosopra.

Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

E l’amore di Cristo è l’amore di chi ha dato la sua vita per i suoi amici anche mentre erano vittime del sistema del sottosopra, cioè morti negli sbagli e nel peccato.

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