Un giro nella Vigna con Gesù

Dimorate in me, e io dimorerò in voi. (Giovanni 15,4) 

Se pensi a Dio solo come a una divinità impicciona che ti chiede di seguire le sue regole per riuscire ad ottenere il suo favore ed entrare nelle sue grazie, probabilmente sei una di quelle persone che a mala pena sopportano il pensiero che Dio sia con loro durante il giorno. Per forza! Questo pensiero ti fa chiudere lo stomaco e ti riempie di sentimenti come il fallimento e l'inadeguatezza.

Non è una bella sensazione.

Se la tua esperienza cristiana non è altro che seguire una serie di rituali, regole e obblighi che pensi lo rendano felice, allora probabilmente o non credi più in Dio o sei profondamente infelice e credente.


La maggior parte delle persone che hanno fatto un percorso di fede alla ricerca di Dio, non ha iniziato in quel modo triste. Se glielo chiedi ti parleranno dei loro primi giorni di fede quando Dio conquistò per la prima volta i loro cuori e ti diranno che all'inizio sapevano di essere amati e iniziavano ogni giorno con nuova forza e attendendosi qualcosa di nuovo. Presto però altri iniziarono a insegnare loro cosa significasse essere un buon cristiano e iniziarono la lunga e lenta discesa nelle regole e nei regolamenti di una religione chiamata cristianesimo.


La religione alla fine cancellò la loro gioia.

Si accontentarono semplicemente di arrancare, diventando inconsciamente obbedienti agli obblighi umani invece che fedeli a Gesù. Questa non è la vita che Gesù ha offerto ai suoi seguaci.


La notte prima di andare alla croce disse loro che il suo desiderio per loro era "che la loro gioia fosse piena, completa". Gesù mostrò loro che suo Padre era la personalità più accattivante dell'universo e che li amava più di chiunque altro sul pianeta.

Li ha invitati a una relazione che li avrebbe riempiti di profondità sconosciute di gioia e li avrebbe condotti a vite completamente realizzate e fruttuose.


Gesù non è venuto per inaugurare una nuova religione completa di rituali, principi e obblighi che servono solo a sfinirci. Sono convinto che sia venuto per il motivo opposto. È venuto per riempire lo spazio nello spirito umano che insegue il rituale religioso per saziare la colpa.

Voleva liberare le persone. E per insegnare ai discepoli questa lezione non li portò al tempio. Li portò nella vigna. Che strana notte! Lasciarono i confini sicuri di quella stanza superiore dove mangiarono la Pasqua e si diressero attraverso l'oscurità nel Giardino del Getsemani. Improvvisamente Gesù ha portato la conversazione in una direzione imprevista. "Io sono la vera vite."



Immagino le facce stupite dei discepoli: "Vera vite? Perché parla di viti?"


Forse Gesù aveva individuato un piccolo bosco di viti nel giardino. Posso immaginarlo mentre si avvicina a una vite, prendendo affettuosamente uno dei tralci in mano.

Potrebbe anche essersi accucciato vicino al suo tronco, invitando i suoi discepoli a radunarsi intorno a lui mentre si lanciava in una delle metafore più tenere del suo ministero, quella che riservava ai suoi amici più cari.

Paragonò se stesso a una vite, i suoi discepoli a tralci e suo Padre a un giardiniere. Parlò delle stagioni durante le quali suo Padre si sarebbe preso cura di loro producendo i frutti più sorprendenti.


Perché stava raccontando loro questa storia? Voleva che capissero il segreto della vera gioia. Sì, era un messaggio indirizzato a quel gruppo improbabile di uomini, una promessa incredibile che possiamo prendere e fare nostra!


Se dai un'occhiata agli uomini seduti intorno a quella vite vedrai che nessuno di loro meritava di stare lì: quattro anni prima, quale di loro avresti scelto per cenare con un re? E con il Creatore dell'universo? Nessuno di questi uomini era stato a cenare nel palazzo di Erode, e nessuno era probabile che in futuro potesse ricevere un invito del genere.

Voglio dire, non erano necessariamente degli emarginati, ma la maggior parte erano persone anonime a cui passavi accanto per strada senza farci caso.

Ne trovò alcuni sul molo, pescatori frustrati che avevano lavorato tutta la notte e si erano ritrovati a mani vuote. Uno lo trovò in un ufficio delle imposte, e un altro era seduto sotto un albero di fico. Chi avrebbe mai pensato che una simile promessa sarebbe stata data a persone come queste? Certamente i loro amici non l'avrebbero fatto, figuriamoci i religiosissimi farisei!


La società premia solo una parte delle persone che considera speciali, e di solito si tratta di quelle con i giusti talenti, background, o risultati. Questi uomini, invece erano persone comuni che dimostravano le nostre stesse debolezze:

rabbia, gelosia, avidità e incredibile ingenuità. Ecco, a loro Gesù estese l'incredibile invito alla gioia assoluta. Si fermò in quel piccolo vigneto sulla strada per l'oliveto nel Getsemani per insegnare a questi uomini come abbracciare la gioia a un livello molto più profondo di quanto le loro circostanze non avrebbero mai permesso.


La gioia non è semplice felicità, quella sensazione temporale di soddisfazione che risulta solo da circostanze favorevoli. Si tratta di Felicità che perdura, una beatitudine! Una gioia che sgorga dalla parte più profonda della tua anima con la consapevolezza che lui è con te e che il suo scopo si sta realizzando anche nei momenti più difficili.


Scoprire la gioia è il cuore della lezione della vigna.


Ora forse potresti pensare di essere un candidato improbabile a quel risultato, ma lo erano anche gli undici uomini che circondavano Gesù in quel giardino.


Eppure ho incontrato molte persone che non potevano immaginare che un simile tesoro potesse essere loro. Attraverso il bagliore vuoto nei loro occhi pieni di dolore fanno tutti le stesse domande: "Che speranza ho di conoscere mai la gioia? Può Dio aiutarmi a trovare in Cristo la stessa serenità che hai tu?" Alcuni sono stati portati a quel punto attraverso anni di abusi o abbandono, altri attraverso le ferite prodotte dal peccato o dopo anni di ricerca spirituale infruttuosa.


Una di queste persone è venuta da me ed ho cercato di aiutarla in questo ultimo anno. Tutti quelli che erano stati vicini a lei, dai suoi genitori naturali ai suoi figli, l'avevano respinta. Era una Cenerentola nella vita reale, ma senza la carrozza e la scarpetta di vetro. Credeva in Dio, ma credeva che Dio l'avesse creata solo per vedere gli effetti dei peccati degli altri sulla sua vita. Il suo dolore personale non aveva importanza per Lui? Forse no perché le sue numerose richieste di guarigione erano apparentemente rimaste senza risposta. Tutto ciò che aveva provato aveva fallito, ed era stata lasciata alle atrocità della solitudine che stava diventando qualcosa di patologico. C'era speranza per lei? E, cosa altrettanto importante, c'è speranza per te? Hai provato a trovare un'amicizia vitale con Gesù chissà quante volte, ma la tua esperienza, come quella di questa donna, potrebbe non essere mai stata all'altezza della promessa.


Allora ti assicuro fin da ora che le promesse fatte nella vigna sono per te, sono certe come il sole che sorgerà domani. Dio non ha favoriti; ama tutti i suoi figli allo stesso modo.

Quella sera Gesù offrì la promessa della gioia non solo agli undici nel giardino, ma anche a giovani ricchi, farisei incalliti, mendicanti solitari e prostitute.

Non tutti hanno accettato la sua offerta, ma quelli che la hanno colta con piena forza e libera volontà non hanno mai espresso delusione.

Devi lasciar andare il passato con tutte le sue domande senza risposta e darti un nuovo inizio. È un processo e ci vorrà del tempo perché Dio sbrogli i tuoi pensieri distorti e faccia risplendere di luce i tuoi luoghi oscuri.


Si tratta di una sfida, ma non devi tirarti indietro da Lui in preda al senso di colpa o sentendo indegnità.

Il Suo tocco è tenero e il suo amore è certo.


Non è venuto per condannarti per i luoghi in cui ti sei bloccato, ma per liberarti da essi e darti la Sua Gioia.

Tutto quello che devi fare è continuare a venire da lui con la semplice richiesta che si riveli a te. Non c'è frattura che non possa riparare, nessun dolore che non possa guarire, e nessuna persona che non sia invitata alla pienezza della sua vita.

Dio desidera un'amicizia intima con te e vuole aiutarti a impegnarti in una conversazione con Lui che dia conforto al tuo cuore.


Per questo Gesù ha raccontato la storia della vigna a un gruppo di persone come quello, un gruppo di persone che stavano per affrontare la più grande prova della loro vita: l'arresto, la condanna e l'esecuzione del loro amico e maestro Gesù. Eppure, proprio allora, Gesù diceva loro che potevano essere felici davvero nonostante tutto.

26 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Doomscrolling